La mascotte

LA MASCOTTE: nel 2017 nasce il «PEPU»

Per la prima volta nella storia la Fiera di Codogno ha la sua mascotte. Si tratta di una scultura realizzata in occasione della 227ª edizione, dall’estroverso e geniale artista lodigiano Pietro Bianchini. Il “Pèpu”, questo il nome scelto dai ragazzi delle scuole della città, rappresenta la figura della tradizione, del contadino rude ma onesto e del duro lavoro nei campi e nelle stalle.

Si tratta di una scultura realizzata nel 2017 in occasione della 227ª edizione, dall’estroverso e geniale artista lodigiano Pietro Bianchini.

L’opera, omaggio all’artista lombardo del ‘500, Giuseppe Arcimboldo, è accompagnata da un significativo sottotitolo che la descrive e la “riassume”: …Et da Mater Terra sorse lo Contadino, con li arnesi suoi, et li frutti et altri beni. Humile benefactore, de li Campi, de lo Bestiame et de tuto lo genere humano.

L’installazione infatti, ora esposta presso la sala consiliare del comune di Codogno, è interamente creata con oggetti del mondo contadino, donati dalle cascine del territorio: “sfolce”, “marasi”, “feri de cavall”, “muiete”, “corni de vaca”, “furcòn”, “badil” e molti altri arnesi evocativi, i quali sorgendo dalla terra si innalzano a comporre dapprima in maniera scomposta – e via via sempre più ingegnosa e compatta verso l’alto – l’uomo dei campi, il Pépu.

Un’espressione artistica che contraddistingue tutte le opere di Bianchini, assemblate con materiale di recupero: dove gli altri buttano, spesso impropriamente, lui crea e porta a nuova vita. Non solo creatività, ma anche un importante messaggio, attraverso la cultura, di salvaguardia dell’ambiente, stavolta quello stesso ambiente della pianura padana, delle sue donne, dei suoi uomini e delle sue antiche tradizioni.

“Pepu” esposto inFiera nel 2017