La Fiera di Codogno rappresenta da oltre duecento anni un punto di riferimento per l’agricoltura e la zootecnia, non solo del lodigiano ma di tutta la Lombardia.

In questa manifestazione confluisce la storia di una terra, della sua gente e delle sue tradizioni, le eccellenze zootecniche, dell’agricoltura, e quello che c’è di buono nella nostra Italia. A Codogno abbiamo l’opportunità di scoprire e riscoprire le vecchie tradizioni, esaltate al massimo durante l’esposizione dei bovini, i protagonisti assoluti della fiera, il momento più atteso.  Razze bovine che ci invidiano in tutto il mondo, fiore all’occhiello della nostra tradizione, ma anche i suini, le scrofe, fino ai prodotti DOP e IGP.

Questa è una manifestazione molto significativa per il settore, occasione di incontro tra allevatori e operatori. Un importante momento di scambio di esperienze, culture, con un occhio di riguardo alle nuove tecnologie e alla ricerca, due fattori divenuti ormai fondamentali nella produzione agro-zootecnica.

Il nostro futuro passa infatti attraverso la sostenibilità, l’innovazione, la zootecnia di precisione, che permette, attraverso l’uso di sensori, di eseguire in tempo reale delle misure sugli animali, sulle loro produzioni e sull’ambiente in cui si trovano. Proprio per questo ritengo che sia fondamentale la formazione, anche secondaria, con specifici corsi e aggiornamenti. L’agricoltura, la zootecnia sono diventati dei campi in cui più di altri settori è fondamentale l’unione di esperienza, tradizione e tecnologia.

So bene che il settore sta attraversando alcune difficoltà. Abbiamo stanziato un miliardo di euro per le infrastrutture irrigue. Di fronte ad annate sempre più altalenati per quanto riguarda il clima, il contenimento dell’acqua, sia in inverno che in estate, le riserve di acqua sono diventate un elemento da cui non è possibile prescindere.

Cercheremo di fare il possibile in vista della prossima riforma della Politica comune, quella dal 2021 al 2027. So che ci sono delle preoccupazioni nell’ambiente, e non mi nascondo, le condivido. Siamo disposti a ragionare con l’Europa ma partendo dal presupposto che l’agricoltura italiana, proprio per la sua peculiarità, non può essere penalizzata ma tutelata, ancor più di oggi. Mi impegno a salvaguardare il nostro Paese, e non mi tirerò indietro. La nostra agricoltura vive grazie alla vostra professionalità, ai vostri meravigliosi allevamenti, all’indiscussa qualità delle nostre produzioni a cui tutto il mondo guarda, e cerca di imitare. Il vostro impegno rafforza l’immagine del nostro territorio, non solo quello lodigiano, ma del Paese intero.

Gian Marco Centinaio
Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo